Briciole di felicità

 

 

Teatro di figura e videoproiezioni

Età consigliata dai 3 anni

 

di Anna Maini
ispirato a Il Venditore di felicità di Davide Calì e Marco Somà, Kite Edizioni
regia ArteVOX Teatro
consulenza artistica David Faraco (DK)
con Alessia Candido e Matteo Piovani
muppet Marco Lucci e Sig. Formicola
illustrazioni Rossana Maggi
video design e animazione Maria Elena Fusacchia
scene Marta Galli
e Maria Elena Fusacchia
oggetti di scena Giorgia Goldoni
musiche originali Gipo Gurrado e Francesco Saverio Gliozzi
direttrice di produzione Marta Galli
prima spettatrice Nadia Milani

 

Non lontano da qui esiste un bosco di case sospese, dove irrompe all’improvviso il Venditore di Felicità. Vende felicità in barattolo! Ma come, la felicità si vende? Gli abitanti del villaggio la comprano, ne hanno un gran bisogno!

Peccato però, i barattoli sono vuoti! Ma dov’è finita la felicità? Chi l’ha presa? dove si trova?
Ai piedi delle case sospese, nel “buco”, vive Ohibò. Ohibò è strano, non parla la loro lingua ed è diverso da loro… sembra felice.

Che abbia preso lui la loro felicità?

Inizia così un’avventura che porterà gli abitanti del villaggio ad uscire dalle loro case, a relazionarsi tra loro, a parlarsi e infine a conoscersi davvero.
Quando scopriranno il segreto di Ohibò si accorgeranno di aver scoperto il segreto della felicità.

Briciole di felicità è uno spettacolo di teatro di figura con 8 muppet a taglia umana in scena. Le ambientazioni magiche sono realizzate con videoproiezioni di illustrazioni originali di Rossana Maggi animate in motion graphic da Maria Elena Fusacchia.

Il progetto nasce nel 2018 dall’incontro con il libro IL VENDITORE DI FELICITÀ e specialmente con le illustrazioni di Marco Somà (premio Andersen 2019).
Ci siamo chieste: che cosa significa felicità per ciascuno di noi, per le persone che ci stanno vicine? Abbiamo realizzato corsi, laboratori, incontri di teatro d’attore e di figura con bambini dai 5 ai 10 anni indagando il tema della felicità. Poi è arrivata la pandemia e ci siamo rese conto che la felicità aveva assunto significati diversi da prima per i piccoli, ma anche per i grandi. Così anche il nostro lavoro si è arricchito di altri significati.

Abbiamo sentito che avevamo tutti bisogno di Ripartire dalla felicità.
Con questo spettacolo vorremmo aiutare i bambini e le bambine ad elaborare la sofferenza facendoli sentire parte di una comunità attenta ai loro bisogni, dicendo loro “non vi abbiamo abbandonato, siamo qui per voi ora”.
Per noi lo strumento per raggiungere la felicità è proprio l’arte, il teatro.
La forza della comunità contro l’individualismo.
La felicità nascosta nelle briciole di umanità che ognuno di noi condivide con gli altri.