LETTRE À UNE DEUXIÈME MÈRE – Soliloque épistolaire

 

dai testi e dalle lettere di Simone de Beauvoir

di Constance de Saint Remy

con Camille de Sablet

traduzione di Alessandra Rey

 

Il teatro è un luogo dove possiamo far parlare i morti, dove possiamo riportare in vita, momentaneamente, coloro che sopravvivono attraverso i loro testi, le loro opere, i loro pensieri. Attraverso “LETTRE À UNE DEUXIÈME MÈRE – Soliloque épistolaire” la giovane autrice Constance de Saint Remy esplora l’eredità di Simone de Beauvoir. Condivide e interroga le sue parola per capire come il suo pensiero, così all’avanguardia ai suoi tempi, risuoni ancora oggi. Parallelamente alla riscoperta dell’opera letteraria e della filosofia di Simone de Beauvoir, al centro di questo progetto ci sono anche le sue lettere, quelle indirizzate a Sartre, a Nelson Algren e a tutte quelle donne per le quali era diventata un modello esistenziale e, in alcuni casi, una seconda madre. LETTRE À UNE DEUXIÈME MÈRE è un tentativo di ridare vita e organicità al pensiero di Simone de Beauvoir, per immaginare un dialogo con lei, per far vibrare oggi ciò che sembra scritto nel marmo dei testi.

«Sia nella loro vita professionale che in quella personale, le donne di oggi continuano a vivere in una sorta di compromesso permanente tra le loro istanze femministe e la loro vita reale, tra ciò che vorrebbero rivendicare e ciò che sperimentano concretamente. È questo sentimento estremo, questo disagio, questa tensione intima che vorrei esplorare attraverso la mia opera teatrale, attraverso la lettera che manderei a Simone de Beauvoir se fosse ancora viva. Simone de Beauvoir è una delle madri del femminismo, anche se ai suoi tempi la parola “femminismo” esisteva appena. Oggi, la parola è ovunque, in tutti i media, in tutte le bocche e persino sulle magliette di alta moda. Nonostante alcune sentinelle conservatrici, la parola è diventata di moda. Ma nonostante le apparenze, non si può dire che la battaglia sia davvero vinta. Ci si potrebbe anche chiedere se lo sarà mai, o se il femminismo non sia invece una forma di “lotta senza fine”, per usare il titolo del libro di Angela Davis sull’attivismo nero americano. In un momento in cui il femminismo viene talvolta ripreso, dirottato e utilizzato in un approccio di “pinkwashing”, è importante per me che non perdiamo di vista il fatto che il femminismo è una forma di “lotta senza riposo”. La Beauvoir ha ancora qualcosa da dirci sulla condizione delle donne. Mi sembra che sia essenziale rileggere e riascoltare proprio oggi le sue parole».

-Constance de Saint Remy-

 

BIO

Constance de Saint-Remy, autrice e regista. Dopo aver ottenuto il suo diploma di maturità nel 2012, ha continuato i suoi studi all’Università di Parigi III Sorbonne-Nouvelle, all’Ecole normale supérieure di Parigi  e al Conservatoire à Rayonnement Régional de Boulogne- Billancourt. I suoi testi sono stati pubblicati e presentati in lettura al Théâtre du Nord. Attualmente sta lavorando con Nicolas Girard-Michelotti, con Timothée Lerolle e con Guillaume Vincent.

Camille de Sablet si è formata all’Ecole du Studio Théâtre d’Asnières e poi al Conservatorio Nazionale Superiore d’Arte Drammatica di Parigi. Formatasi come artista circense (acrobata), ha studiato a lungo anche la clownerie. Le è stato assegnato il primo premio Silvia Monfort per la tragedia con Médée e Marion Delorme nel 2008.