Cassandra o della Verità

Progetto per un solo coreografico
Regia, danza, voce di Massimo Monticelli
Musiche originali di Marco Pedrazzi

 

Cassandra o della Verità nasce come un solo coreografico che ha la danza contemporanea come medium principale, associato alla parola, alla voce, e alla musica, che sarà una composizione originale.
Il progetto nasce da un’urgenza di ricerca personale e professionale sul tema della Verità, o più precisamente della veridizione, inserendosi in un contesto socioculturale in cui le fondamenta stesse del concetto di verità vengono scosse: la scarsa fiducia nella scienza, l’abbondare di notizie false, l’incapacità di informarsi, la difficoltà nel valutare e prendersi la responsabilità di ciò che si dice e ciò che si fa. Ancor più nello specifico, la ricerca si prefigge il femminismo intersezionale come condizione primaria di lavoro e come pratica di ricerca della verità, nell’ottica di assumere una weltanschauung che devii da quella dominante per inserirsi in maniera più veritiera e informata all’interno del dibattito politico.
Il mito di Cassandra si pone qui come il contenitore e la chiave di lettura per indagare come la Verità viene raccontata, ascoltata, presa in considerazione o rigettata, non soltanto in virtù del contenuto della veridizione stessa, bensì di colui o colei che la pronuncia.
Una Cassandra sotto una luce contemporanea diventa il punto d’incontro tra una veridizione parresiastica e profetica, rappresenta l’occasione di parlare del presente, testimonia le altre cassandre contemporanee che, pur avendo il coraggio e la responsabilità di dire la verità, pur mirando al bene comune, vengono rigettate, ridicolizzate, strumentalizzate, spesso per la sola ragione di essere donne.
Nasce qui allora il paradosso e la provocazione: Cassandra interpretata da un performer dichiaratamente ed esplicitamente uomo. È tuttavia importante segnalare un disclaimer: la provocazione non risiede in una denuncia o nella proclamazione di una situazione personale che vada a toccare l’identità di genere dell’artista, ma al contrario risiede nel prestare il corpo di un uomo alla voce di una donna. Se quest’atto da un lato rappresenta per l’artista un obbligo etico e morale di lavorare empaticamente e con un confronto continuo proprio in virtù del proprio privilegio, dall’altro lancia automaticamente, dal punto di vista drammaturgico, una domanda dal carattere squisitamente provocatorio e attuale: Una donna, per essere ascoltata e creduta, deve essere come un uomo?
Il progetto si inserisce in una cornice concettuale che abbraccia uno studio comparato che include, tra altri, l’analisi dei testi di Eschilo, Euripide e Licofrone, il lavoro di Christa Wolf e la scrittura poetica di Wislawa Szymborska.
Cassandra o della Verità vuole quindi presentarsi come un momento di confronto e di riscrittura, che osserva l’incessante tentativo di comunicare, la caparbia volontà di dire di no, l’ostinata necessità di immaginare un altro futuro.
Il progetto è forte della collaborazione di Marco Pedrazzi, compositore bolognese di 27 anni che ha sul curriculum, tra le più recenti, una commissione alla Biennale Musica di Venezia 2020 e la colonna sonora del documentario The Forgotten Front.