Putéca Celidònia

 

Felicissima jurnata

 

uno spettacolo di  Putéca Celidònia
drammaturgia e regia Emanuele D’Errico
con Antonella Morea e Dario Rea
e con le voci delle donne e degli uomini del Rione Sanità
aiuto regia Clara Bocchino
scenografia Rosita Vallefuoco
costumi Giuseppe Avallone
progetto sonoro e musiche Tommy Grieco
assistenza e cura Anna Ida Cortese 
comunicazione Umberto Salvato

 

Un realismo surreale e il Rione Sanità

Un’atipica coppia napoletana vive in un basso. Ogni giorno il risveglio è sempre uguale, quasi non si distingue un giorno dall’altro. Lei è Lina. Lui è Lello. Lei, è clinicamente sana ma paralizzata su di una sedia, impossibilitata al movimento. Lui, visibilmente malato, può ancora muoversi e si occupa delle faccende di casa. Lei sta tessendo un vestito, lui ne tira le fila. I fili di questo vestito si ingarbugliano in una matassa che tiene lei imprigionata su di una sedia mentre lui ne compone una ragnatela legando questi fili alle estremità della casa. Il ricordo e la memoria sono gli unici motori che spingono il tempo a passare. Lei però è paradossalmente piena di vita. Riempie ogni vuoto con parole, parole e parole. Lui, al contrario, è assente, vuoto. Il tempo, faticosamente, passa. E un’altra felicissima giornata comincia.

Felicissima jurnata cerca di cogliere l’essenza o, forse, l’assenza di vita reale che unisce sul filo della solitudine il basso napoletano e quel che ne resta di Giorni Felici di Beckett. Sono tre anni ormai che come Putéca Celidònia viviamo attivamente il Rione Sanità di Napoli portando il teatro in mezzo ai vicoli bui ed abbandonati. 
Ci è successo, dopo aver gradualmente preso confidenza, di entrare in alcuni bassi (la tipica abitazione al piano terra con ingresso su strada) e di trovare una situazione surreale. Così abbiamo deciso di iniziare un viaggio! Nello zaino abbiamo messo la macchina da presa, il quaderno degli appunti e le domande che il testo di Giorni Felici ci ha mosso, immergendoci nelle storie di alcune donne e di un uomo che ci hanno sorpreso, rapito e portato su di una strada imprevista. E tra unintervista e l’altra abbiamo domandato loro chi fosse Beckett e nessuno lo aveva mai sentito nominare. Eppure ci sembravano così vicini, così familiari… Il testo è venuto da sé, lo hanno scritto loro: le storie di Assunta, Pasqualotto, Angela e di tutti gli altri sono così pregne da poterci scrivere romanzi per ognuno di loro. Questo testo è anche la storia di una donna di centonove anni. C-E-N-T-O-N-O-V-E ANNI che ancora si trucca, che mette lo smalto e “sente” la gente intorno che suona e che canta. Di queste storie si compone Felicissima jurnata, che pone l’accento sulla paralisi emotiva e fisica che queste persone si impongono per mancanza di mezzi. Molti di loro non sono mai usciti dalla loro città – nel migliore dei casi – e nel peggiore non sono mai usciti dal proprio quartiere e chissà da quanto tempo dalla propria casa. Non è prigionia questa? È una prigionia consapevole o inconsapevole?

Una performance immaginiamo in cui l’azione concreta e reale si confronta con le parole, il fiume di parole, a volte vuote, di questa donna a cui non resta nient’altro che parole.

Felicissima jurnata è il tentativo di far dialogare linguaggi all’apparenza molto distanti: il mondo assurdo di Beckett con quello realistico del Rione Sanità di Napoli, attraverso le voci delle interviste, l’essenza della musica antica popolare rivisitata e un’estetica surreale che guarda all’arte contemporanea.

L’operazione cerca di coniugare il mondo della performance con quello della prosa, il teatro dell’immagine con quello documentaristico, toccando temi esistenziali e chiedendo in prestito le storie delle persone, a cominciare da quelle più fragili, cercando di lasciare gli spettatori con le stesse semplici ma fondamentali domande che sono state fatte nelle interviste preliminari.

 

La compagnia

Putéca Celidònia nasce nel settembre 2018 e prende in gestione due beni confiscati alla camorra nel Rione Sanità a Napoli, nel Vicolo della Cultura.
Due tipici bassi napoletani che diventano luogo di accoglienza e di restituzione ai cittadini attraverso servizi socio-culturali, tra cui i corsi di teatro, di scenografia e di realizzazione del costume gratuiti.
Putéca attraversa tre percorsi di lavoro intrecciati:
TERRITORIO, FORMAZIONE E PRODUZIONE
TERRITORIO nel Rione Sanità dove si svolgono le attività e dove nascono i progetti ’A voce d’’o vico (la voce del vicolo), D.A.D. – Dimenticati A Distanza e Segui la voce.
FORMAZIONE pone le basi nel Rione Sanità per arrivare poi nell’Istituto penale minorile di Nisida e in numerosi laboratori sul territorio campano dedicati prevalentemente alle minoranze.
PRODUZIONE è la sintesi dei primi due percorsi e porta avanti Dallaltra parte | 2+2=?, alla festa di ROMEO E GIULIETTA e da più di un anno lavora a Felicissima jurnata.
Tra le collaborazioni: Fondazione Campania dei Festival, Teatro di Napoli, Outis, Vesuvioteatro.org, Compagnia della Fortezza, Teatro Civico 14, Casa del Contemporaneo, Tradizione e Turismo/Teatro Sannazaro.
Putéca è promotrice C.Re.S.Co.

 

Riconoscimenti


Premio Giuria Popolare – Dante Cappelletti 2021 con Felicissima jurnata
Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici di Teatro 2020 e Premio Neiwiller di ARTEC Campania 2020.
Premio Giovani Realtà del Teatro 2019 con Dallaltra parte | 2+2=?
Menzione speciale per la regia
con Selene per il Bando Nuove Sensibilità 2.0-TPC 2019.