CALL FOR ACTORS | U35

“L’Ospedale al Tempo della Rivoluzione” di Caryl Churcill

Laboratorio di analisti del testo e creazione collettiva

 

MONSIEUR: “Proprio un bel momento per ammalarsi. Quando dovrei dedicare tutte le mie energie a – ogni scintilla può divampare in mia assenza. Comunque non ci vorrà molto vero?” 

MADAME: “Lei è Françoise, nostra figlia, purtroppo. Gliel’abbiamo portata perché non la sopportiamo più”.

Sei un’attrice/attore professionista U35? Puoi candidarti per partecipare al laboratorio di analisi del testo e creazione collettiva condotto dalla regista Angela Ruozzi, dall’8 al 15 settembre 2026, presso La Corte Ospitale di Rubiera (RE).  Il progetto di residenze artistiche 2026 di Corte Ospitale, infatti, pone al centro della propria ricerca la drammaturgia contemporanea, intesa come osservatorio privilegiato sulle complessità del presente.

In “L’ospedale al tempo della rivoluzione” (1971), Caryl Churchill, una delle più influenti drammaturghe britanniche contemporanee, utilizza la cornice storica della guerra d’indipendenza algerina e lo spazio clinico dell’ospedale psichiatrico dove operò lo psichiatra Frantz Fanon per articolare una riflessione su colonialismo, razzismo e dinamiche di oppressione, coniugando l’urgenza dell’impegno politico con una sperimentazione formale che rende il testo, ancora oggi, di grande attualità.

Il percorso, condotto dalla regista Angela Ruozzi nell’ambito della sua residenza artistica, si propone di innescare un processo di “risonanza” tra il materiale testuale e le percezioni dei partecipanti, per scoprire quali legami esistono tra noi e i temi dell’opera, oggi. L’obiettivo non è la semplice analisi accademica, ma la costruzione di un commento condiviso che permetta di esplorare come i temi di potere e resistenza, oppressione e ribellione agiscano sulle nostre sensibilità contemporanee per poi scoprire come restituirli in scena attraverso il testo di Churchill e la composizione collettiva.

Il metodo di lavoro si articolerà in diverse fasi:

  • IMMERSIONE: Lettura e analisi dei contenuti dell’opera;
  • PERCEZIONE: Raccolta di impressioni. Cosa mi colpisce? Che visioni emergono? Cosa risuona oggi?
  • RIUNIONE: Lavoro di ricerca a gruppo, condivisione di idee e composizioni sceniche collettive.
  • EMERSIONE: Restituzione interna delle proposte elaborate e rilanci.

Un percorso di scambio e dialogo. Uno spazio di “risonanza” dove potersi confrontare dal vivo su tematiche sociali e possibilità di rappresentazione. 

A chi è rivolto: Il laboratorio è aperto a un massimo di 8 attrici/attori professionisti U35 ai quali verrà garantito l’alloggio in camerata presso la foresteria della Corte Ospitale e vitto con spesa e cucina comune. Non è previsto compenso economico. 

Quando e dove: Il Laboratorio si svolgerà dal’8 al 15 settembre 2026 (orari in via di definizione) in Corte Ospitale, Rubiera (RE).

Modalità di partecipazione. Le candidature dovranno pervenire entro e non oltre il 15 agosto 2026, all’indirizzo email angela.ruozzi@gmail.com, allegando proprio CV e un video di presentazione e motivazione di interesse al progetto (max 2 minuti). I risultati della call verranno comunicati entro il 23 agosto 2026. 

Il testo. Il testo “L’ospedale al tempo della rivoluzione” è parte della raccolta “Caryl Churchill, Teatro VI”, a cura di Paola Bono, Editoria & Spettacolo, 2020

 

Elenco Personaggi. 

Fanon, nero, circa 30 anni. É direttore del dipartimento di psichiatria dell’Ospedale Psichiatrico di Blida-Joinville in Algeria. Veste di bianco
Monsieur e Madame, europei, di mezza età.
Françoise, loro figlia, 17 anni. Indossa abiti curati e graziosi, di stile troppo infantile.
Giovane Dottore, europeo, tra i 20 e i 30 anni, dal volto aperto. Veste di bianco.
Tre pazienti algerini:
A, circa 30 anni, magro, con i polsi bendati, depresso.
B, 50 anni, un uomo piccolo con un neo sul mento, un contadino. É in uno stato di stupor e la sua unica reazione è di terrore. 
C, circa 25 anni, pelle molto chiara, molto eccitato.
Infermiere, veste di bianco.
Ispettore di polizia, europeo, circa 35 anni, un uomo grande e grosso.

 

Angela Ruozzi. Angela Ruozzi, regista e imprenditrice culturale. Crea dispositivi artistici e partecipativi che mettono in relazione persone, luoghi e comunità, utilizzando il teatro come linguaggio d’origine e principale strumento della propria ricerca. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra regia, pratiche partecipative e progettazione culturale e si sviluppa attraverso spettacoli, festival, percorsi site-specific e processi collettivi che trasformano temporaneamente gli spazi in luoghi di esperienza condivisa. Formata all’École Philippe Gaulier di Parigi e grazie all’incontro con maestre come Ariane Mnouchkine e Claudia Castellucci, ha firmato regie prodotte da LAC Lugano Arte e Cultura, ERT Emilia Romagna Teatro, Fondazione I Teatri e Centro Teatrale MaMiMò. Oggi affianca alla creazione teatrale la direzione artistica, la curatela e la progettazione di interventi culturali nei territori, indagando il rapporto tra arte, ambiente, comunità e benessere. La sua ricerca parte da una domanda semplice: come può un’esperienza artistica modificare, anche solo per un momento, il modo in cui le persone abitano un luogo, si relazionano tra loro, immaginano il mondo?