DEDICATO

 

testo di Francesco Alberici, Ermelinda Nasuto
con Olga Durano, Ermelinda Nasuto
regia Francesco Alberici
dramaturg Enrico Baraldi, Nicola Borghesi (Kepler 452)
luci e scene Enrico Baraldi
assistente alla regia Ivana Xhani
elementi scenici Officina Scenotecnica degli Scarti
produzione La Corte Ospitale, SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, Cranpi
con il contributo del Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna
si ringraziano per la collaborazione Ateliersi, Archiviozeta
foto di scena Manuela Giusto
foto Margherita Caprilli

 

Circa un anno fa, dieci giorni prima di compiere quarant’anni, mi è stato diagnosticato un carcinoma mammario di secondo stadio. Quando l’ho scoperto stavo conducendo un laboratorio teatrale assieme ad altre colleghe e colleghi. Condividevamo la stessa casa, la cucina, il bagno e la sala prove: avevo l’accordo di tenere il telefono acceso in sala, perché quasi ogni giorno aspettavo dall’ospedale chiamate per visite ed esami. Oggi ho deciso di raccontare questa storia: ma come si racconta una storia che ancora non si sa come andrà a finire? Dedicato è una passeggiata dolce, l’istantanea di un momento in cui il quotidiano cambia e sembra essere occupato dal solo pensiero della malattia e della sua cura. Sembra.

 

BIOGRAFIE

Francesco Alberici (Milano, 1988) è regista, drammaturgo e attore. Ha vinto due Premi UBU, il più prestigioso riconoscimento teatrale italiano: nel 2021 come Miglior Attore Under 35 e nel 2024 per il Miglior Nuovo Testo con Bidibibodibiboo. Ha collaborato per molti anni con Daria Deflorian e Antonio Tagliarini, sia come coautore che come attore, esibendosi nei più importanti teatri italiani ed europei. Lavora sia da solo che con la propria compagnia Frigoproduzioni e collabora con alcuni dei più importanti artisti del panorama teatrale italiano: Babilonia Teatri (Leone d’argento alla Biennale di Venezia 2016), Liv Ferracchiati, Enrico Baraldi e Pier Lorenzo Pisano. Accanto all’attività teatrale, ha curato con Silvia Gussoni la raccolta di scritti di Milo Rau Realismo Globale.

Ermelinda Nasuto, pugliese della provincia di Taranto, classe 1984. Attrice, si forma principalmente ‘a bottega’ con Carlo Formigoni e Iva Hutchinson (Berliner Ensamble). Prima di trasferirsi a Bologna ha lavorato stabilmente come attrice e formatrice per il Teatro delle Forche, creando spettacoli per i quali ha curato anche la drammaturgia. Lavora dal 2016 come formatrice e attrice con la Compagnia Licia Lanera; insieme a Danilo Giuva è in scena nello spettacolo Con la Carabina, con la regia di Licia Lanera, spettacolo che ha vinto due premi UBU (miglior regia e miglior testo straniero). Collabora con Kepler 452 (Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi), exvUoto teatro, Francesco Alberici e con Fanny&Alexander, Menoventi e il Teatro delle Albe per progetti di formazione. È dramaturg per lo spettacolo Non tre sorelle (regia di Enrico Baraldi Premio ANCT 2023) e aiuto regia per Bibidibobidiboo (regia Francesco Alberici, premio Ubu miglior testo italiano). Ha lavorato con la Compagnie Nostos Drama Factory (Parigi) nel progetto di coproduzione internazionale Nous sommes restée. Insieme al collettivo artistico “Clessidra Teatro” ha curato la regia di spettacoli e perfomance site specific nei luoghi, sperimentando poetiche che ambiscono a coinvolgere, assieme ai luoghi, il sistema di relazioni che questi stessi luoghi ospitano.





RASSEGNA STAMPA

Rodolfo DI Giammarco - La Repubblica "Sul palco c’è un biopic delicatissimo, il racconto d’un tumore riscontrato a Ermelinda, soggetto d’una narrazione di tenerezze e scoperte qui ormai a lieto fine, lievemente somiglianti al sereno autoritratto letterario di Ada D’Adamo. La formula empatica e vincente della produzione di Corte Ospitale, SCARTI e Cranpi è una somma di stand up, di inserti musicali (dai Daft Punk, a basi elettroniche, alla Bertè di Dedicato a chi ha paura e sta nei guai), di nordic walking, cui s’alternano la svagatezza di calotte e parrucche da chemioterapia in camerino, una certa alienazione oncologica, e un elenco di farmaci come in 4.48 psychosis di Sarah Kane. Il risultato condiviso con Alberici è che si sorride con un’Ermelinda truccata o no, che agguanta un’armatura o una spada, che si misurerà ancora coi follow up, e intanto correrà nei lavori di Licia Lanera. "

Matteo Brighenti - PAC " Come racconti il tumore quando ce l’hai e come lo racconti quando non ce l’hai più: è questo lo spazio di comunicazione che Ermelinda Nasuto intende percorrere in Dedicato – Appunti di questi giorni, prima tappa del suo nuovo lavoro condiviso nella scrittura con Francesco Alberici, anche regista, e sulla scena con Olga Durano. Un’esplorazione adulta nei territori impervi del dolore, e del male indicibile, seguita anche dal partecipe sguardo drammaturgico di Nicola Borghesi ed Enrico Baraldi; un ritornare a nascere una seconda volta; un riattraversare ricordi come ricette, facce come diagnosi, raccontandoci cosa ha visto e sentito, e cosa vede e sente tuttora. Per poter arrivare ad affermare che è bello vivere. Che è bello essere ancora viva."

Alice Capozza, Gufetto MagDEDICATO, spettacolo di Francesco Alberici ed Ermelinda Nasuto, è andato in scena al Teatro Cantiere Florida come un racconto teatrale essenziale e privo di retorica sulla malattia oncologica e sul tempo della cura. Con la drammaturgia dei Kepler 452 (premiati Ubu), Ermelinda Nasuto — in scena con Olga Durano — interroga la fragilità come spazio di consapevolezza e di libertà, cercando, senza proclami, il punto in cui la vita continua a farsi possibile. […] DEDICATO rifiuta definitivamente la retorica della guerra: non c’è un nemico da sconfiggere, non c’è una vittoria da celebrare. C’è un tempo di cura, una carezza profonda, una consapevolezza fragile della finitudine. Non si tratta di merito o demerito, ma di dignità. Come ammonisce Amleto a Polonio, non è secondo il merito che dovremmo trattarci. DEDICATO ci invita a guardare la nostra fragilità. E forse, finalmente, a trovare il punto. Sembra poco. È tutto..

Letizia Chiarlone – Teatro e Critica[…]L’obiettivo conclamato attraverso il racconto è condurre lo spettatore in una “passeggiata dolce” che gli permetta di riconoscere la bellezza della vita. Su note elettroniche, Ermelinda tesse le lodi ai farmaci, agli aghi, agli ospedali. Ogni visita è programmata nel minimo dettaglio, così come lo sono le cure. Non c’è evento della nostra vita che non presenti una calendarizzazione specifica. Eppure, restiamo in balia di una volontà a noi estranea, che può scombinare le carte in tavola in qualsiasi momento. “Tutto è pianificato” dunque, ma Ermelinda aggiunge astutamente, “se Dio vuole”. Già, se Dio vuole.

Barbara Chiappa, La Platea L’intento è chiaro da subito, Ermelinda Nasuto interprete principale insieme a Olga Durano, ci chiede di entrare con lei nella sua storia di malata oncologica, dal momento in cui ha ricevuto la diagnosi, fino al primo anno di decorso della malattia. […] La presenza di Olga Durano arricchisce uno spettacolo che non poteva essere un monologo, regala alla messa in scena la postura giusta per essere davvero compiuta. […] La regia di Francesco Alberici, sposta uno dopo l’altro i tasselli di una storia che non ha una temporalità, né un flusso di coscienza, non è strettamente emotiva, ma fa a nostro parere ciò che una storia a teatro deve fare, raccontare un tema utilizzando una serie di canali percettivi differenti per tenere sempre attento lo spettatore.






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