Il giro del mondo in 80 giorni

 

 

 

Liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Jules Verne

regia e drammaturgia Luigina Dagostino
interpreti Claudio Dughera, Daniel Lascar, Claudia Martore
scenografia Claudia Martore
ideazione costumi Georgia Dea Duranti
creazione luci Agostino Nardella
tecnico audio e luci Agostino Nardella / Mattia Monti

Riservato alle scuole

Età consigliata: dai 6 fino ai 10 anni
Genere: teatro d’attore
Durata: 60 minuti

 

“Un buon inglese non scherza mai, quando si tratta di una cosa seria come una scommessa” J. Verne
Il giro del mondo in 80 giorni è un romanzo avventuroso pubblicato per la prima volta nel 1873. Il londinese Phileas Fogg ed il suo cameriere francese Passepartout tentano di circumnavigare il globo terrestre in soli 80 giorni, utilizzando ogni mezzo di trasporto, antico e moderno, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta con i compagni del Reform Club.

Uno spettacolo dinamico, ricco di suggestioni gestuali e musicali, provenienti da vari continenti. Gli spettatori verranno coinvolti in una grande favola moderna: Phileas Fogg e Passepartout accompagneranno grandi e piccini attraverso terre lontane e luoghi misteriosi. Ma non sarà un viaggio tranquillo… chissà quali trabocchetti studierà l’ispettore Fix per ostacolare l’incredibile impresa!

“IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI” è un romanzo avventuroso dell’autore francese Jules Verne, pubblicato per la prima volta nel 1873. In questa storia il londinese Phileas Fogg ed il suo appena acquisito cameriere francese Passepartout tentano di circumnavigare il mondo in soli 80 giorni, per vincere una scommessa di 20.000 sterline fatta contro i compagni del Reform Club.
Phileas Fogg e Passepartout accompagneranno grandi e piccini attraverso terre lontane e luoghi misteriosi. Ma non sarà un viaggio tranquillo… chissà quali trabocchetti studierà l’ispettore Fix per ostacolare l’incredibile impresa!
In queste poche righe che sintetizzano il romanzo su un “viaggio straordinario”, ci sono molti elementi che nella lettura ci hanno affascinato. Innanzitutto il progetto dell’autore di divulgare, soprattutto presso i giovani, le conoscenze scientifiche dell’epoca e la capacità di suscitare nel lettore il gusto dell’avventura ed il desiderio di viaggio. Quindi le caratteristiche dei differenti personaggi, tanto varie da mostrarci molti modi di vivere il mondo che li circonda: dall’imperturbabile Fogg – che rappresenta la ragione – a Passepartout – che vive di sentimenti – ad Adua – che rappresenta l’anima. Il viaggio dunque risulta essere non solamente un percorso chilometrico, ma un’esperienza che trasforma le persone. Non meno interessanti sono il piacere del gioco, della scommessa e dell’intrigo poliziesco. Questi elementi sono stati necessari per creare uno spettacolo dinamico, ricco di suggestioni gestuali e musicali provenienti da vari continenti, scandito dal tempo, protagonista inesorabile della scommessa del protagonista.

Gli spettatori verranno coinvolti in una grande favola “moderna” da cui il “c’era una volta” scomparirà e dove il mitico protagonista accetterà, a conclusione della storia, di vivere fino in fondo la logica dell’imprevisto.