COME NEI GIORNI MIGLIORI
di Diego Pleuteri
regia Leonardo Lidi
con Alessandro Bandini, Alfonso De Vreese
scene e luci Nicolas Bovey
costumi Aurora Damanti
suono Claudio Tortorici
assistente regia Alba Maria Porto
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
Fin dal suo primo fortunato debutto nel 2023, questo spettacolo firmato da Diego Pleuteri, drammaturgo residente e da pochi mesi Direttore artistico junior del TST, e diretto da Leonardo Lidi, ha saputo convincere ed emozionare il pubblico dei teatri italiani grazie al racconto semplice, trasparente e immediato dell’amore tra A e B.
Come nei giorni migliori è diventato un piccolo cult, un lavoro intenso ed emozionante che ha incantato, recentemente, la platea parigina dell’Istituto Italiano di Cultura. Leonardo Lidi, regista dello spettacolo, dichiara: «Credo che l’intero progetto di Come nei giorni migliori si possa racchiudere nel termine “percorso”. Si è sottolineata la bravura di due interpreti importanti, che già avevano dimostrato la qualità della propria pasta, mettendoli al centro del palco senza nulla attorno, abbandonati al loro talento.
Si è fatta emergere la penna di un nuovo autore creando la condizione necessaria e chiedendogli, giorno dopo giorno, di legarsi a doppio nodo con lo spettatore. Tutti i risultati prestigiosi ottenuti dallo spettacolo e dai suoi tre protagonisti Diego, Alessandro e Alfonso ci ricordano come la fiducia nelle nuove generazioni, se coordinata da una progettualità sincera e mai opportunistica, sia sempre una ricchezza per il mondo (teatrale)».
Scrive Pleuteri nelle note di regia: «Questo testo è nato come una sfida: quella di raccontare una semplice storia d’amore fra due ragazzi nell’Italia di oggi, usando un linguaggio e una forma molto lontani da quelli che pratico solitamente. Ma più che nelle questioni formali, la sfida più complessa risiedeva proprio lì, nell’amore. Una semplice storia d’amore. E quanto è difficile parlarne! Quanto è difficile riconoscerlo ed esprimerlo questo amore. Quanti dubbi costanti sul fatto che ci sia, su cosa sia, su quando sia, dove sia. Sulla costante domanda circa cosa si nasconda dietro questa parola. Raymond Carver, in un racconto appunto intitolato Di cosa parliamo quando parliamo d’amore, scrive «Diciamo di amarci, e magari è vero». Magari. Magari quello che noi chiamiamo amore si rivela nonostante noi, nelle nostre azioni, nelle nostre relazioni, nel nostro porci agli altri e al mondo, senza nessuna consapevolezza se non nel tentativo di dare questo nome per definire qualcosa che non possiamo spiegare. Allora scrivere Come nei giorni migliori è diventata un’indagine. Il tentativo di scoprire nei dettagli di una vita dove potesse emergere l’amore».
LEONARDO LIDI
Leonardo Lidi (1988), si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino nel 2012. Nel suo percorso alterna recitazione e regia teatrale. In questi primi dieci anni di lavoro registico spicca per capacità e produttività, vincendo a 32 anni il Premio della critica teatrale italiana. Da settembre del 2021 è coordinatore didattico della scuola del Teatro Stabile di Torino e dal 2022 direttore artistico del Festival di San Ginesio. Tra gli spettacoli da lui diretti ricordiamo Spettri di Ibsen (Biennale Venezia 2018), Lo zoo di vetro di Williams, La casa di Bernarda Alba di Lorca, La città morta di D’Annunzio, La signorina Giulia di Strindberg (Festival dei Due Mondi 2021) e Il misantropo di Molière. Inoltre lavora su testi di drammaturgia contemporanea e nell’opera lirica. Nel 2022 insieme al Teatro Stabile dell’Umbria inizia la trilogia su Anton Čechov. Prima tappa del progetto triennale è Il gabbiano. Nello stesso anno è candidato finalista al Premio Ubu per la miglior regia con La signorina Giulia. Nel 2023 dirige Zio Vanja, seconda tappa del Progetto Čechov, spettacolo con cui è candidato finalista per la miglior regia agli Ubu 2023. L’ultimo capitolo della trilogia è Il giardino dei ciliegi (2024) che ha debuttato al 67° Festival di Spoleto.
DIEGO PLEUTERI
Frequenta il corso Autore Teatrale della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Durante il suo percorso formativo incontra, fra gli altri, anche Daria Deflorian, Martin Crimp e Rafael Spregelburd. Madri, scritto nel 2019, riceve nel 2020 la menzione speciale al premio InediTo e nel 2022 entra nella selezione del comitato italiano di Eurodram. Si diploma nel 2024 come attore presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, diretta da Valerio Binasco e Leonardo Lidi. Nel 2021 è assistente alla drammaturgia per Misantropo di Leonardo Lidi. È qui che nasce la collaborazione con Leonardo Lidi col quale lavora nel 2022 come assistente alla drammaturgia per Misantropo e per cui scrive nel 2023 Come nei giorni migliori, entrambe produzioni del Teatro Stabile di Torino.