LA TRAIETTORIA CALANTE
di e con Pietro Giannini
consulenza drammaturgica Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi
visual artist Loredana Antonelli
luci Aldo Mantovani
produzione Teatro Nazionale di Genova
durata 80 min. circa
Genova, 14 agosto 2018: a Genova crolla rovinosamente il ponte Morandi con la conseguenza tragica di 43 vittime.
Il lavoro di Pietro Giannini, in forma di monologo dalla forte impronta di inchiesta civile, ci restituisce la cronaca di una tragedia annunciata. Il racconto ripercorre le tappe di una tradizione tutta italiana di incuria, malaffare, capitalismi degenerati, leggi ad personam
Il giovane attore e drammaturgo, nato a Genova nel 2000, ricostruisce la vicenda del ponte dalla sua costruzione al tragico epilogo, mettendo in fila le figure e i dettagli di una traiettoria calante, ovvero l’esito fallimentare di un’impresa costata la vita a 43 persone
Il 14 agosto 2018 crolla il Ponte Morandi di Genova, una delle arterie più importanti della città, provocando la morte di 43 persone e lo sfollamento di decine di famiglie, stravolgendo la vita di una intera comunità.
Dopo la prima nazionale di un anno fa al Romaeuropa Festival nella sezione Anni Luce, dedicata ai giovani talenti emergenti – La traiettoria calante ha debuttato nella Sala Mercato di Genova, nuova produzione del Teatro Nazionale di Genova 2024\25 e ha avuto un prosieguo fortunato e denso di riscontri.
Nel lavoro – scritto e interpretato dal giovane attore e drammaturgo genovese Pietro Giannini – si ripercorrono le tappe di quella tragica vicenda con dettagli, vicende e documenti a partire dalla costruzione del Ponte tra il 1963 e il 1967, ricostruiti insieme al Comitato Ricordo Vittime Parenti Ponte Morandi.
La narrazione procede dando forma a un monologo che, a tratti, risuona con toni di satira amara e crudele, ripercorrendo una storia paradigmatica del nostro Paese, tra vittime e colpevoli, demagogia e menzogne, corruzione e omissioni, cercando una motivazione a ciò che è ancora oggi sembra impossibile da spiegare.
«Il crollo del ponte scatena un effetto domino che investe le persone e le cose – afferma Pietro Giannini – La traiettoria calante può accettare sul palcoscenico un solo corpo, un unico testimone inerme, un Amleto moderno perseguitato dai fantasmi di chi era prima di lui ed ora non è più. La scena (del crimine) è nuda, niente più è rimasto; dopo le macerie, neanche più ricostruzione. In questo logorante vuoto, nell’assordante rumore dell’assenza, l’interprete può solo cercare di fuggire il buio attraverso la testimonianza, qualunque essa sia».
PIETRO GIANNINI nasce nel 2000 a Genova, dove muove i primi passi artistici con la guida di Enrico Campanati. Nel 2019 entra all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Nell’arco del triennio collabora con una serie di registi, tra cui Massimiliano Civica, Arturo Cirillo, Liv Ferracchiati, Valentino Villa. Inizia inoltre un percorso parallelo di ricerca teatrale che lo porta a scrivere e mettere in scena, La costanza della mia vita nel 2022 e La traiettoria calante nel 2023. Con il primo entra a far parte della Generazione Scenario (produzione Metastasio). La traiettoria calante debutta al Romaeuropa Festival 2024, che lo presenta in prima nazionale nell’ambito della rassegna Anni Luce- PoweredbyRef. Attualmente è in scena con le produzioni firmate dall’ Accademia Silvio D’amico, sotto la guida attenta di Antonio Latella, Giovanni Ortoleva, Federica Rosellini e Leonardo Manzan. E’ a tutti glie effetti tra le figure emergenti, Under30, della scena italiana. Nel corso di questa stagione oltre a La traiettoria calante, ha presentato anche il suo primo lavoro La costanza della mia vita, per cui è stato segnalato al Premio Scenario 2023. È stato inoltre tra i protagonisti di Equus di Peter Schaffer, produzione del Teatro Nazionale di Genova, con la regia di Carlo Sciaccaluga. Nel 2025 vince il Premio Ubu come miglior attore under 35.