LA PRIMAVERA
progetto hitler – secondo capitolo

 

di Fabrizio Sinisi
con Alessandro Bay Rossi, Dario Caccuri, Marina Occhionero
e cast in via di definizione
regia Mario Scandale
produzione La Corte Ospitale

Il primo capitolo del Progetto Hitler è La Gloria, lo spettacolo vincitore di Forever Young 2019/20, candidato ai Premi Ubu 2021 come miglior testo italiano o scrittura drammaturgica. Alessandro Bay Rossi e Marina Occhionero sono candidati ai Premi Ubu 2021 nelle categorie Miglior attore o performer under 35 e Miglior attrice o performer under 35.

 

Dopo La Gloria, ambientato a Vienna e incentrato sulla vicenda del giovanissimo Hitler e delle sue ambizioni artistiche, il secondo capitolo della trilogia s’intitola Primavera, e si svolge a Berlino fra il 1930 e il 1933. La capitale tedesca, in questo periodo, è l’epicentro mondiale della libertà dei costumi e della sperimentazione sessuale, ma anche di un tumultuoso e contraddittorio fermento politico. Ci sono i socialisti di Weimar, la cui utopia non è mai stata così vicina. E ci sono i nazisti, con il giovane leader Adolf Hitler che diventa ogni giorno più popolare. Da un lato la Berlino euforica dell’erotismo e delle utopie – dall’altro la Berlino incubatrice di un male irrazionalistico e oscuro che pervade i discorsi, i pensieri, le idee, diffondendosi come un virus.

In questa Berlino così contraddittoria, si svolge la vita di un gruppo di sei giovani. Sei ragazzi che provano a imparare la vita, il sesso, l’arte, la politica. Al centro della vicenda c’è Sophie, arrivata a Berlino dalla provincia per insegnare filosofia in una scuola superiore, e il suo incontro con Folker, un giovane operaio disoccupato e depresso che bighellona da un comizio all’altro. I due si ritrovano in un vortice di eventi pubblici e privati, dagli scioperi delle fabbriche alle occupazioni delle case degli ebrei perseguitati fino al ritrovamento di un video misterioso. La figura di Hitler è sempre presente ma non si vede mai: dall’omicidio della nipote Geli Raubal nel 1931 all’incendio del Reichstag nel 1933, le sue vicende s’intrecciano continuamente, in un complesso gioco metateatrale, a quelle dei protagonisti.

Anche Primavera, infatti, è quello che Vasco Pratolini definiva «un crudele racconto di giovinezza»: un coming of age, il romanzo di formazione di una generazione, quella che ha conosciuto la tragedia del nazismo e della guerra, che tanto ha da dire al mondo d’oggi, sempre in bilico sull’orlo della catastrofe ecologica, politica, economica. Un mondo in uno stato d’emergenza.