AL VIA LA STAGIONE DI PROSA 2026/2027 DEL TEATRO HERBERIA DI RUBIERA

 

Il 6 novembre 2026 prende il via la nuova stagione di prosa del Teatro Herberia di Rubiera (RE), ideata e promossa da La Corte Ospitale. Il 2026 segnerà la conclusione dell’anno dedicato alle celebrazioni del centenario del teatro: un traguardo che diventa, in questa stagione più che mai, l’occasione per ripensare il legame tra passato e futuro.

Un passaggio di testimone che trova spazio anche nella scelta del nuovo visual (realizzato da Sara Garagnani): se lo scorso anno il simbolo era l’albero, quest’anno la grafica si trasforma e mette al centro la ghianda. Frutto della quercia, simbolo della stagione del centenario, la ghianda rappresenta la naturale evoluzione verso il 2027, custodia e promessa di ciò che deve ancora nascere e germogliare nel futuro.

Ad aprire il cartellone saranno protagonisti da sempre legati al Teatro Herberia e a La Corte Ospitale, Ascanio Celestini e Paolo Rossi, e due nuovissime produzioni firmate Corte Ospitale.

Giulia Guerra, direttrice di Corte Ospitale: «Il 2026 è stato un anno importantissimo per la storia della nostra associazione e del nostro teatro: abbiamo celebrato i 100 anni della fondazione dell’Herberia a gennaio, con iniziative che hanno attraversato tutto l’anno, e con l’invito rivolto ad artisti e artiste che insieme a noi hanno attraversato questo luogo, dandogli vita con esperienze ed emozioni. Non poteva mancare Ascanio Celestini, che su quel palco diversi anni fa si è sposato. E, come promesso, sarà proprio Ascanio ad aprire questo nuovo cartellone, e in qualche modo a concludere questa importante celebrazione. Consegniamo agli spettatori, in coerenza con la nostra vocazione, una stagione che propone una pluralità di sguardi e formati, restituendoci, attraverso le storie che ascolteremo e le emozioni che vivremo ogni sera di spettacolo, una complessità di temi e linguaggi che secondo noi parlano molto del nostro presente, delle contraddizioni che viviamo, delle paure che abbiamo, ma che, ponendo al centro la forza dello stare insieme, ci aiutano a immaginare un futuro migliore, per noi e per chi verrà dopo di noi. Con questa proposta eterogenea e ricca che facciamo quest’anno ai nostri spettatori e alle nostre spettatrici, che in alcuni momenti saranno chiamati in causa direttamente ad assumersi insieme a noi la responsabilità di ciò che accadrà su quel palcoscenico, continuiamo a testimoniare ciò in cui crediamo: il teatro è un luogo politico, che può cambiare il futuro a partire dal cambiamento che è in grado di generare dentro ciascuno di noi.»

Tra i protagonisti della nuova stagione, dunque, Ascanio Celestini, Paolo Rossi e Bebo Storti, Francesco Mandelli, Pietro Giannini, Francesco Alberici e Ermelinda Nasuto, Usine Baug, Massimo Somagliano e Alessandro Lussiana, Hombre Collettivo, Francesca Sarteanesi e tante altre voci della scena contemporanea, per interrogare il presente e sperimentare i nuovi linguaggi della scena. Una stagione che affonda le sue radici nel territorio e da qui si apre all’Europa, ospitando spettacoli di drammaturgia internazionale, nuove produzioni e giovani compagnie.

La stagione prende il via il 6 novembre 2026 con Poveri Cristi, di e con Ascanio Celestini, musiche di Gianluca Casadei, produzione Fabbrica, Teatro Carcano. In una periferia romana specchio di molte altre, s’intrecciano i destini dei “poveri cristi”: Giobbe, magazziniere analfabeta; la Vecchia con la Prostituta; Joseph, giunto in Italia dopo esser stato schiavo e naufrago. Tra razzisti, bambini che fumano e preposti, ogni replica è come un concerto con una scaletta sempre diversa. Sono storie di margine e vite invisibili, personaggi brutti che finiscono sui giornali solo per qualche fatto grave, ma che Ascanio Celestini sceglie di raccontare come santi quando accade un prodigio.

Il 24 novembre 2026 Usine Baug con Noir, nuova produzione Corte Ospitale: un documentarista scompare senza lasciare tracce. Si chiama Angel Forloi. Di lui restano testimonianze contraddittorie, frammenti del suo lavoro, ipotesi, vuoti. Noir è un’indagine che cerca di dare forma a questa assenza, abitando un vuoto che continua a sottrarsi a ogni spiegazione. Tra atmosfere true crime e teatro di inchiesta, la scomparsa di Forloi diventa specchio di un presente che resiste ad ogni tentativo di essere afferrato e sembra non lasciare spazio ad alternative.

Il 3 dicembre 2026 in scena lo spettacolo vincitore della sesta edizione di Forever Young/La Corte Ospitale, in anteprima nazionale, Hombre Collettivo ne La Società dello spettacolo. Il set di una trasmissione sempre in onda. Un distopico quiz in cui tutte le risposte sono già state date. I meravigliosi anni Ottanta, anni indimenticabili che tutti hanno dimenticato. Gli anni in cui le cose smisero di accadere per cominciare a cadere. Gli anni delle piccole grandi illusioni in cui il sogno faceva girare tutto: la testa, la borsa, la ruota. Un personaggio misterioso vaga tra gli spettri dell’amnesia personale e collettiva per un ultimo, irreale bilancio: di cosa resta, quando la politica è diventata spettacolo — e lo spettacolo, tutto.

Il 2026 si chiude il 13 dicembre 2026 con Paolo Rossi e Bebo Storti ne L’opera del Delinquente. Il battesimo del fuoco, con i musicanti Emanuele Dell’aquila, Alex Orciari, Cesare Mecca, produzione Savà Produzioni Creative, Agidi. “Rubare in arte è da geni, copiare è da coglioni”: Paolo Rossi e Bebo Storti portano in scena L’opera del delinquente. Tra l’interno e l’esterno di un cabaret notturno, reale e mitologico, gli imbonitori accolgono il pubblico raccontando di teatri popolati dai fantasmi di figure marginali e irregolari. Accompagnato dai musicisti dell’Ancién Prodige e da Caterina Gabanella, lo spettacolo unisce musica, canzoni storiche e numeri corali. Non un’operazione nostalgica, ma un punto zero per rigenerare la risata tornando alla libertà e al rischio della comicità dal vivo.

Il 2027 si apre il 7 gennaio con Francesco Mandelli, Baby Reindeer / Piccola Renna, di Richard Gadd, regia Francesco Frangipane, produzione Argot Produzioni, Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito, Nidodiragno/CMC produzioni, monologo per la prima volta in scena in Italia. Un adrenalinico one man show, da cui è stata tratta l’acclamata serie Netflix, che esplora ossessione e illusione. Un aspirante comico e barista a Londra offre una tazza di tè a una cliente in difficoltà: da quel semplice gesto di gentilezza, la donna sviluppa una morbosa e crescente ossessione nei suoi confronti, insinuandosi nella sua vita e minandone ogni equilibrio.

Il 21 gennaio 2027 Pietro Giannini (premio Ubu 2025 under 35) è in scena con La traiettoria calante, produzione Teatro Nazionale di Genova, monologo d’inchiesta civile scritto e interpretato da Giannini che ricostruisce la storia del ponte Morandi di Genova dalla costruzione al tragico epilogo, basandosi sui documenti raccolti con il Comitato Parenti delle Vittime. Tra satira amara e rigorosa cronaca, lo spettacolo ripercorre le tappe di una vicenda di incuria, malaffare, omissioni e menzogne, cercando una motivazione a ciò che sembra inspiegabile e mettendo in fila figure e dettagli di una tragedia annunciata.

Il 5 febbraio 2027 Massimo Somaglino, Alessandro Lussiana in Salām/Shalom. Due Padri. Lo spettacolo, tratto dal romanzo Apeirogon di Colum McCann (Copyright © 2021, Colum McCann. All rights reserved), è una testimonianza necessaria davanti all’orrore del conflitto mediorientale. Al centro della scena ci sono l’israeliano Rami e il palestinese Bassam, persone reali unite dallo strazio per la perdita delle proprie figlie, vittime della violenza dell’altro. Rifiutando la vendetta e l’odio, i due protagonisti scelgono di diventare uomini di pace, trasformando il comune dolore nell’unica arma per raccontare una realtà complessa da infiniti punti di vista.

Il 12 febbraio 2027 Dedicato, di Francesco Alberici ed Ermelinda Nasuto, produzione Corte Ospitale, nasce da un’esperienza personale: la diagnosi di un carcinoma mammario a dieci giorni dai quarant’anni, ricevuta mentre la protagonista conduceva un laboratorio teatrale. Il lavoro è un racconto intimo che tenta di dare forma a una storia dal finale ancora incerto. Come una passeggiata dolce, lo spettacolo offre l’istantanea di un momento preciso dell’esistenza, quando il quotidiano cambia improvvisamente rotta e sembra venire occupato e travolto dal solo pensiero della malattia e della sua cura.

Il 28 febbraio 2027, fuori abbonamento ad ingresso gratuito, Francesca Sarteanesi con Almeno Nevicasse esito del laboratorio di drammaturgia, ricamo e performance che unisce teatro e scrittura. Il percorso nasce dall’idea di fermarsi per dare spazio a parole, frasi o pensieri rimasti inespressi, usando come supporto un oggetto quotidiano: un vecchio maglione. Diviso nelle fasi di ritrovo, azione e show, il lavoro esperienziale di tre giornate trasforma il maglione in una superficie su cui raccontare qualcosa di sé. L’esito finale è una performance aperta al pubblico, in cui i capi diventano opere viventi capaci di parlare.

Il 4 marzo 2027, Bandiera, di Lucia Franchi e Luca Ricci, con Antonella Attili, Giancarlo Commare e Ania Rizzi Bogdan, regia Luca Ricci, produzione CapoTrave, Infinito srl. Motosega alla mano, un giovane irrompe nella casa del primo ministro sequestrandone la moglie e la governante. Tra peperonate e situazioni quotidiane, s’innesta la missione di un emissario extra-umano giunto per modificare i destini del pianeta. Scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci, Bandiera mette in scena una grottesca allegoria su capitalismo, debiti ed economie di sfruttamento. Lo spettacolo usa il dinamismo corporeo e il gioco verbale per trasformare un’azione festosamente assurda in una profonda riflessione.

Il 24 marzo 2027 Eight, di Ella Hickson, traduzione Monica Capuani, regia Michele Di Giacomo, con Tamara Balducci, Camilla Berardi, Gabriele Brunelli, Michelangelo Canzi, Rita Castaldo, Michele Di Giacomo, Valeria Perdonò, Simone Tudda. Eight, primo successo mondiale della drammaturga e regista britannica Ella Hickson, arriva per la prima volta in Italia vincitore nel 2008 dell’Edinburgh Fringe Festival, rappresentato a New York e a Londra. Lo spettacolo si compone di otto monologhi, ma è il pubblico a deciderne la struttura: dopo aver ascoltato brevissime presentazioni dei personaggi, gli spettatori votano dal proprio cellulare i quattro protagonisti della serata che si susseguono in scena per comporre un racconto corale unico, trasformando ogni replica in una rappresentazione irripetibile, diversa da tutte le altre. (Per gentile concessione dell’Agenzia Danesi Tolnay).

Chiude la stagione, fuori abbonamento, la prima assoluta di Odyssey – A Journey Within (Odissea – Un Viaggio Interiore) con gli attori e le attrici di Compagnia Berardi-Casolari, PLAVO Theatre e THEAMA – Inclusive Theatre, produzione WE WANT MORE! progetto co-finanziato dall’Unione Europea tramite il programma Europa Creativa (Creative Europe). Il 16 e 17 aprile, Odyssey – A Journey Within porta in scena attori professionisti con disabilità in una rivisitazione dell’Odissea omerica e di Ulisse. Tre distinte visioni artistiche si uniscono come i pannelli di un trittico, dando vita a un’unica opera teatrale condivisa. Il lavoro promuove l’inclusione e l’accessibilità per lo spettacolo dal vivo. Lo spettacolo sarà recitato e sovratitolato in doppia traduzione italiana e inglese, audio-descritto per gli spettatori ciechi e ipovedenti e tradotto dal vivo in lingua internazionale dei segni per i sordi e ipoudenti. La replica del 17 aprile sarà presentata secondo il modello delle “relaxed performances” (performances rilassate) per gli spettatori con disabilità cognitiva.

Gli spettacoli inizieranno alle ore 20.30.

Qui il programma completo >> qui

La stagione di prosa del Teatro Herberia è a cura de La Corte Ospitale, realizzata con il sostegno del Comune di Rubiera, Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Iren.